1 Nov

Ancora, solo per evitare che mi si cancelli tutto… magari prima o poi torno seriamente 🙂

Digressione 16 Dic

No, non sono tornato… è che ogni tanto lascio qualcosa che ho paura che si cancella tutto 😛

Tornato?

26 Ott

Forse è il caso di tornare a scrivere qui di tanto in tanto…

Hello world!

30 Gen

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11 Ago

Ruberò alcuni dei tuoi attimi
nemmeno te ne accorgerai
perchè di quello che già si ha
non si tiene conto mai

Respirerò un po’ della tua aria
cercando di non essere invadente
e per un po’ potrò riempire
quel vuoto che è sempre presente

Forse è arrivato il tempo in cui mostrare
con orgoglio le mie cicatrici migliori
fregarmene dei piccoli successi
ed esser grato per tutti gli errori

Con questo tempo che ti ho preso
riesco ancora a dormire
per riposarsi a volte è indispensabile
sapere quanto costa fuggire

Forse è arrivato il tempo di mostrare
con orgoglio le mie cicatrici migliori
Fregarsene dei piccoli successi
ed esser grato per tutti gli errori

Per far sparire quello che non va
quello che si teme
quello che ancora resta
quello che ancora manca

30 Apr

 

Agorà e la storia dimenticata

Difficile in questo periodo che un film cosi’ atteso non deluda le aspettative. Eppure si esce dal cinema dopo aver visto Agora di Amenabar, profondamente soddisfatti. La storia narra la vita di Ipazia, filosofa, astronoma ed insegnante, intrecciandola con quella della città di Alessandria, in preda ai tumulti religiosi dopo l’arrivo dei Cristiani, la fine di un’era e l’inizio del nostro peggiore periodo storico: il medio evo. Film osteggiato dalla chiesa, arriva in Italia con un imbarazzante ritardo, quasi a voler sottolineare come lo scontro tra conoscenza (astronomia o storia, il discorso non cambia) e fede religiosa sia attualissimo. La sceneggiatura (sempre dello stesso Amenabar) riesce a valorizzare diversi punti di vista e non è mai cosi’ scontata, lasciando allo spettatore alla fine diverse riflessioni, difficile non fermarsi a parlarne. Bellissima e bravissima Rachel Weisz che riesce ad interpretare un ruolo non facile come quello della fredda protagonista, rendendola comunque umana, ma tutto il cast è degno di nota.

Il film non è assolutamente anti cristiano, e a sottolinearlo c’è la figura chiave dello schiavo: metafora dell’uomo moderno sempre in bilico tra passioni, bisogno di credere in qualcosa e sete di conoscenza. Il regista che forse si rispecchia in questo personaggio e gli concede l’unica deviazione dalla storia vera: far finire la vita di Ipazia in modo meno cruento di come sono andate veramente le cose, concessione che viene fatta ad una descrizione storica abbastanza rigorosa.

Al di là di tutte le tematiche legate a quanto viene raccontato, mi piaceva sottolineare che nonostante sia un film con un alto budget, non c’è praticamente traccia di effetti speciali, le emozioni arrivano esclusivamente grazie al sapiente uso della macchina da presa. Una delle scene più simboliche (forse dell’intera Storia) è l’incendio della biblioteca di Alessandria, dove lentamente con un movimento rotatorio (o ellittico? Dovrei riguardarla) lo spettatore finisce per avere una visuale rovesciata. Si prova una profonda apprensione per i libri in pericolo (nonostante si conosca benissimo come vada a finire :P). Insomma, per farla breve: Amenabar è un genio vero del cinema e riesce a trasmettere emozioni e suscitare riflessioni senza truccare mai le carte.

Cosa non da poco in questo periodo.

Nota1: tra i titoli, all’inizio, si informa che questo film è stato finanziato dal ministero della cultura. Da noi la sua distribuzione è stata osteggiata (si è rischiato che non uscisse proprio nel nostro paese).

Nota2: Cirillo per la chiesa è un martire e un santo. Prima o poi (anche se ora come ora la vedo abbastanza difficile) si riuscirà a fare un po’ di pulizia anche all’interno della Chiesa? Venerare personaggi del genere è obiettivamente imbarazzante.

6 Feb

 Ieri sera ho visto Avatar. Ero riuscito ad evitare fino ad ora nonostante diversi inviti (pure a causa di impegni dell’ultimo momento che m’avevano “salvato”), ma alla fine la curiosità e la possibilità di parlarne male hanno vinto un po’ sul resto. Innanzitutto credo che 12 euro per vedere un film, anche in 3D mi sembrano veramente troppi (ma il cinema era pieno, il film è campione di incassi… hanno ragione loro se ci sono tutti questi fessi che pagano).

La trama palesemente è qualcosa di secondario. E non solo per lo sviluppo della storia, da quello che avevo sentito era proprio scontato, ma anche il contesto, l’ambientazione, la famosa Pandora. Tutto, ma proprio tutto già visto. Non sarebbe nemmeno una cosa particolarmente grave, se non fosse che questo mega “Bignami” del cinema fantastico (perchè anche i western per quanto mi riguarda fanno parte del genere: un “luogo” della mente immaginario, contesti mai esistiti nella realtà storica) è fatto decisamente malino. Sono molto meglio, anche a distanza di molti anni, gli originali. Preferisco, anche a livello visivo, l’eletto di Arrakis che cerca di domare i vermi giganti, le epiche battaglie campali nella terra di mezzo, il napalm nella foresta del vietnam, il faccione di Dustin Hoffman che vede massacrare la tribù che l’aveva accolto. E potrei continuare per un bel pezzo. Sarebbe anche il caso che gli americani riuscissero a superare il senso di colpa del massacro dei nativi (che, almeno per quanto riguarda un livello culturale continua ancora oggi), perchè questa storiella, ripetuta in ogni possibile modo ha davvero stancato. Non è che che in questo modo possano cancellare il loro peccato originale.

Inoltre è troppo banalizzato il confronto tra soldati, troppo stupidi e scienziati. E’ un tema interessante, ma narrato in modo talmente stupido che cosi’ non può far altro che annoiare

Discorso 3D: Per i primi minuti (pubblicità compresa) avevo più la sensazione di essere su un otto volante che in una sala cinematografia. Non è un caso che prima i film tridimensionali c’erano in parchi come Mirabilandia (che nella sua semplicità sfruttava meglio il 3d di questo filmone strapubblicizzato) e Eurodisney. Di certo la tecnologia è migliorata, temevo di uscire con una emicrania notevole (come dopo la visione dei filmetti nei parchi citati) e invece non è successo nulla. Però come per le montagne russe, il senso di vertigine e l’emozione sono dati semplicemente dal fare una cosa che normalmente non si fa. Se si potesse girare per 2 ore e mezzo tra discese ripidissime e giri della morte, sono sicuro che dopo la terza o la quarta volta la cosa stancherebbe. E la stessa cosa accade con Avatar, all’inizio è curioso, ci si ferma sui particolari, ci si stupisce dalle immagini che escono sullo schermo. Poi però, non può bastare per tutto quel tempo.

Pandora colpisce, c’è poco da fare, per le varie invenzioni su questo mondo immaginario. Ma sinceramente, è tutto molto freddo. Neanche la terza dimensione riesce a sostituire il genio vero, quello ad esempio di Hayao Myazaki nel rendere reale la magia della “Città incantata” o la lotta tra natura e tecnologia della “Principessa Mononoke” (scopiazzata parecchio in “Avatar, a guardar bene).

Ho inoltre l’impressione che il 3D penalizzi molto la trama e la complessità narrativa. Forse perchè non siamo abituati, serve parecchio impegno a capire quello che si sta vedendo e ho paura che un film particolarmente complesso risulti penalizzato da questa nuova (ma lo è davvero?) tecnologia. Spero vivamente che l’Alice di Burton mi smentisca, ma il trailer al cinema mi fa temere il peggio.

Altra considerazione: il 3d in Italia è adattato, certe volte le immagini risultano un po’ sfocate (specie quando sono in primissimo piano) e i colori molto più scuri. Togliendomi gli occhiali, vedevo benissimo che i colori originali erano altri.

Ultima considerazione per finire ‘sto monologo lunghissimo: mezzo mondo in questo momento impazzisce per questo film, spende un sacco di soldi per vederlo e si commuove per il destino degli alieni, la loro lotta per non essere spazzati via dagli umani. La stessa parte del pianeta terra è quella che OGGI umilia i pochi popoli nativi rimasti, li uccide con l’inquinamento, sfrutta le risorse dell’altra parte della Terra e distrugge culture millenarie. Ma probabilmente, un film serve a redimere tutti.